A due passi dalla Puerta del Sol, dietro una facciata sobria che molti madrileni attraversano senza fermarsi, si nasconde uno dei luoghi più sorprendenti della città. Il Monastero de las Descalzas Reales nacque nel 1559, quando Giovanna d’Austria, figlia di Carlo V e sorella di Filippo II, trasformò un palazzo rinascimentale in un convento di clarisse. Da allora ha accolto vedove e figlie di casa reale, e le loro doti hanno riempito le sale di dipinti, sculture e arazzi.
L’ingresso è possibile solo con visita guidata, e questo è un vantaggio: i gruppi sono piccoli, il percorso dura circa un’ora e nessuna sala resta senza spiegazione. Nella mia visita guidata in italiano ti accompagno in sei tappe, dallo scalone alla sala degli arazzi di Rubens, raccontandoti chi viveva qui e perché questi tesori sono arrivati fino a noi. Il monastero è ancora abitato da una comunità di clarisse, e si sente.
| ⏱️ Durata Circa 1 ora | 🎨 Tappe principali 6 luoghi, dallo scalone agli arazzi di Rubens | 📍 Partenza Plaza de las Descalzas, 3 (ingresso del monastero) | 🏁 Arrivo Sala degli arazzi di Rubens |
Le tappe dell’itinerario

Tappa 1
L’ingresso e la storia del palazzo
🕒 Ore 10:00 · ⏱️ 8 minuti · 📍 Plaza de las Descalzas e ingresso
Comincio dalla piazza, perché la storia del monastero si capisce guardandolo da fuori. L’edificio sorge sul palazzo che si era fatto costruire Alonso Gutiérrez, tesoriere di Carlo V; nel 1559 Giovanna d’Austria, rimasta vedova, lo trasformò in convento. Della struttura rinascimentale si conservano ancora il portale d’accesso e l’atrio.
Ti racconto come funzionava questa comunità, in cui entravano principesse e nobildonne portando con sé doti e opere d’arte. È per questo che un convento di clausura custodisce oggi una collezione da museo. Entriamo insieme e lasciamo dietro di noi il rumore della Gran Vía.
💡 Consiglio del Cicerone: Arriva almeno dieci minuti prima dell’orario scelto: all’ingresso ci sono i controlli e il deposito degli oggetti, e il gruppo parte puntuale.

Tappa 2
Lo scalone monumentale
🕒 Ore 10:08 · ⏱️ 10 minuti · 📍 Scalone principale
È il primo vero colpo d’occhio. Le pareti e la volta dello scalone sono coperte da una grande pittura murale di Claudio Coello, pittore del barocco spagnolo, che crea un effetto teatrale di architetture dipinte e figure affacciate dall’alto.
Mi fermo qui qualche minuto con i miei ospiti, perché è il momento in cui si capisce che questo non è un convento qualunque. Alzando lo sguardo ti accorgi di quanto le monache e i loro protettori reali volessero stupire chi saliva verso le sale.
💡 Consiglio del Cicerone: Guarda la volta con calma e poi fai un passo indietro lungo la rampa: da lì l’illusione prospettica di Coello funziona meglio.

Tappa 3
I cori e le sale delle monache
🕒 Ore 10:18 · ⏱️ 10 minuti · 📍 Cori e ambienti della comunità
Dallo scalone passiamo agli ambienti dove la vita religiosa era scandita dalla preghiera. Qui ti spiego la regola delle clarisse francescane e come si organizzava la giornata di una comunità che accoglieva donne di altissimo rango, senza rinunciare alla clausura.
L’ordine esatto delle sale e degli spazi aperti può variare a seconda dell’organizzazione del giorno e delle esigenze della comunità, per questo lascio sempre che sia il percorso a guidarmi. Quello che non cambia è l’atmosfera: silenzio, legno, luce filtrata.
💡 Consiglio del Cicerone: Chiedimi della vita quotidiana delle monache: è la parte che sorprende di più chi si aspetta solo un museo di quadri.

Tappa 4
Il chiostro
🕒 Ore 10:28 · ⏱️ 10 minuti · 📍 Chiostro del monastero
Il monastero ha due chiostri, e camminando tra le gallerie si percepisce il ritmo lento di un edificio pensato per la contemplazione. Del palazzo originario restano anche le colonne di granito del patio, elementi che ci riportano al Cinquecento.
Il chiostro è anche il luogo da cui, il Venerdì Santo, esce in processione il Cristo giacente attribuito a Gaspar Becerra. Ti racconto questa tradizione perché dimostra che il monastero, oltre a essere un tesoro d’arte, resta un luogo vivo per Madrid.
💡 Consiglio del Cicerone: Fai caso alle piccole nicchie e agli altari lungo le gallerie: sono dettagli che a un primo sguardo sfuggono.

Tappa 5
Le cappelle e la tomba di Giovanna d’Austria
🕒 Ore 10:38 · ⏱️ 12 minuti · 📍 Cappelle del monastero
Il monastero conta molte cappelle, ma solo alcune sono visitabili. Quelle che ti mostro sono ricche di altari, sculture e dipinti: tra gli autori legati alla collezione ci sono Zurbarán, Tiziano e Luca Giordano, accanto alle sculture di Pedro de Mena.
Una menzione speciale va alla cappella sepolcrale di Giovanna d’Austria, la fondatrice, che secondo la tradizione sorge nel luogo in cui nacque. Ti spiego perché una principessa che avrebbe potuto governare scelse invece di chiudersi qui, e quanto pesò la sua scelta sull’immagine del monastero.
💡 Consiglio del Cicerone: Le opere non hanno cartellini: chiedimi pure il nome del pittore davanti a un quadro che ti colpisce, ti rispondo volentieri.

Tappa 6
La sala degli arazzi di Rubens
🕒 Ore 10:50 · ⏱️ 10 minuti · 📍 Sala degli arazzi
Il finale è la sala che molti visitatori ricordano di più. Qui si conserva la serie di arazzi di Rubens dedicata al Trionfo dell’Eucaristia, tessuti nelle Fiandre su disegni del grande maestro di Anversa. Le dimensioni sono monumentali, i colori vividi, e il barocco fiammingo riempie le pareti.
Ti spiego come furono concepiti e perché sono arrivati in un monastero madrileno, e mi soffermo sui dettagli dei panneggi e delle figure. Dopo un’ora tra principesse, dipinti e arazzi, usciamo di nuovo sulla piazza con una nuova idea della Madrid degli Asburgo.
💡 Consiglio del Cicerone: Prenditi qualche secondo per osservare gli arazzi da vicino e poi da lontano: cambiano completamente, come dei grandi dipinti.
Galleria fotografica
Scorri per vedere altri scorci e dettagli di questo itinerario.






Informazioni utili
- Come arrivare: L’ingresso è in Plaza de las Descalzas, 3, tra la Puerta del Sol e il Palazzo Reale. Le fermate di metro più comode sono Callao (L3, L5), Ópera (L2, L5) e Sol (L1, L2, L3); da ognuna si arriva a piedi in pochi minuti.
- Orari: Secondo il sito di Patrimonio Nacional, il monastero è aperto dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 18:30, la domenica e i festivi dalle 10:00 alle 15:00. Il lunedì è chiuso, come in alcune date dell’anno (per il 2026 sono indicati, ad esempio, il 24, il 25 e il 31 dicembre) e in caso di eventi ufficiali. Controlla sempre il calendario ufficiale prima di partire.
- Biglietti: La visita al monastero si fa solo con guida. Sul sito di Patrimonio Nacional il biglietto base risulta di 9 euro a persona, con una piccola commissione di prenotazione online. Gli orari e le tariffe possono cambiare: verifica sempre sul sito ufficiale prima di acquistare.
- Ingresso gratuito: Sono previste gratuità per alcune categorie (per esempio bambini sotto i 5 anni, persone con disabilità e guide turistiche ufficiali) e, in determinate fasce serali del mercoledì e del giovedì, per cittadini e residenti dell’Unione Europea e dell’America Latina, da ritirare alla biglietteria. Le condizioni sono quelle pubblicate da Patrimonio Nacional.
- Visite di gruppo: Organizzo visite guidate in italiano per piccoli gruppi, famiglie e amici. Scrivimi con la data che preferisci e verifico la disponibilità degli ingressi, perché gli orari sono contingentati.
- Quando andare: Il monastero è tranquillo al mattino presto, quando i gruppi sono ancora pochi. Evita di andare di corsa: la visita dura circa un’ora e conviene non averla subito dopo un altro impegno. Nei periodi di punta è meglio prenotare con anticipo.
- Da sapere: In genere sono consentite foto senza flash per uso personale, salvo dove indicato il divieto; non sono ammessi treppiedi e bastoni per selfie. Sono presenti degli armadietti per gli effetti personali, che chiudono un’ora prima della fine dell’accesso. Le informazioni sull’accessibilità vanno verificate prima con Patrimonio Nacional.
- Dove mangiare: Dopo la visita ti consiglio di spostarti verso la Plaza de Ópera o verso i vicoli attorno alla Puerta del Sol, dove trovi tapas e ristoranti per ogni tasca. Chiedimi pure un indirizzo, te lo consiglio volentieri.
Vuoi scoprire le Descalzas Reales con una guida in italiano?
Se vuoi vedere il monastero senza correre e capire davvero cosa stai guardando, ti accompagno io. Scrivimi la data che preferisci e organizziamo la tua visita guidata in italiano alle Descalzas Reales, su misura per te e per le persone con cui viaggi.
