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Il Peso de Ocho: la prima moneta mondiale viene dalla Spagna

Le monete hanno giocato un ruolo fondamentale nella storia dell’umanità, fungendo da mezzo di scambio, simbolo di potere e riflettendo i valori e le tradizioni delle civiltà. Tra le molte monete che hanno plasmato il corso della storia economica mondiale, il «Peso de Ocho» spicca come uno dei più influenti e iconici. Conosciuto anche come il «pezzo di otto», questa moneta spagnola ha giocato un ruolo cruciale nel commercio mondiale, nella pirateria e nella formazione dell’economia globale moderna.

Origini del Peso de Ocho

Questa moneta trae le sue radici dall’epoca dell’Impero Spagnolo nel Nuovo Mondo. Introdotta per la prima volta nel XVI secolo, era originariamente chiamata «real de a ocho» in spagnolo, traducibile approssimativamente come «reale di otto». Il nome derivava dal fatto che la moneta era inizialmente suddivisa in otto pezzi più piccoli, chiamati «reales».

La moneta era coniata principalmente con argento proveniente dalle miniere dell’America spagnola, in particolare dal Messico e dal Perù. Il processo di coniazione del Peso de Ocho era altamente standardizzato, garantendo uniformità e accettazione internazionale.

Il Peso de Ocho come moneta mondiale

Ciò che rendeva il Peso de Ocho così influente era la sua accettazione universale come mezzo di scambio. Essendo una moneta con un alto contenuto di argento e una valutazione stabile, era ampiamente accettato in tutto il mondo, dalla Cina all’Europa, dalle Americhe all’Africa.

La sua ubiquità nel commercio internazionale lo rese la prima vera moneta mondiale. Il Peso de Ocho facilitava il commercio tra continenti e culture diverse, consentendo agli imperi coloniali spagnolo e a coloro che commerciavano con loro di accumulare ricchezze e di espandere il proprio potere.

Il Peso de Ocho e la pirateria

Oltre al commercio legale, il Peso de Ocho giocò anche un ruolo significativo nel mondo della pirateria. Le navi cariche di tesori provenienti dalle Americhe spagnole erano spesso bersagli per i pirati, e il Peso de Ocho era una delle prede più ambite.

Molti pirati, tra cui famosi nomi come il Capitan Kidd e Barbanera, cercavano attivamente monete d’argento spagnole per il loro alto valore e la loro accettazione universale. Il Peso de Ocho è diventato così simbolo del tesoro pirata nell’immaginario popolare.

Il declino del Peso de Ocho

Nonostante la sua lunga dominanza come moneta mondiale, il Peso de Ocho alla fine vide il suo declino nel XIX secolo. L’instabilità politica in Spagna e l’emergere di altre potenze economiche, come Gran Bretagna e Stati Uniti, indebolirono la posizione della moneta spagnola nel commercio mondiale.

Inoltre, la scoperta di nuovi giacimenti d’argento in altre parti del mondo portò alla svalutazione dell’argento e alla conseguente perdita di fiducia nel Peso de Ocho come moneta stabile e di valore.

Iconografia della moneta

Durante i secoli, sulle due facce della moneta si potevano trovare varie e differenti immagini, però è interessante soffermarci sulle immagini della moneta che Carlo III di Borbone fece coniare, e che erano già in uso alla metà del XVIII secolo.

Da un lato, possiamo trovare lo stemma della casa dei Borboni: un castello e un leone che si alternano su due file orizzonatali, e al centro i gigli di Francia. Sull’altra faccia, invece, viene rappresenta un’immagine molto più complessa e ricca di significato. Al centro, sotto una corona, si trovano due sfere, una con l’Europa e una con le Americhe. Ai lati, due colonne, anche loro sovrastate da una corona ciascuna, e su cui si sviluppano due cartigli con scritto «PLUS» a sinistra e «ULTRA» a destra. Sotto a tutto, troviamo delle onde e, attorno, una scritta in latino che dice «UTRAQUE UNUM», che si potrebbe tradurre come «Entrambi sono uno». I due continenti rappresentano il vecchio e il nuovo mondo, che la corona spagnola ha unito grazie all’aver attraversato l’oceano, e facendo sì che i due luoghi così differenti arrivassero a essere uno solo.

Nell’antichità, i limiti del mondo allora conosciuto venivano segnalati da due colonne poste da Ercole, e su cui aveva messo un cartello con scritto «NO PLUS ULTRA» (non andare oltre). Era un avviso a tutti i naviganti ed avventurieri di non superare quelle colonne, per evitare di sprofondare nell’abisso, visto che si credeva che la Terra fosse piatta.

Nel 1492, grazie all’appoggio economico che Isabella e Ferdinando, i Re Cattolici, diedero a Cristoforo Colombo, la Spagna riuscì a superare quei limiti, e riuscì ad andare oltre. Proprio per questo, nell’immagine troviamo le due colonne, ma, questa volta, con scritto «PLUS ULTRA», ovvero: siamo andati oltre.

Il Peso de Ocho e il Dollaro

Si dice che l’origine del segno $, che identifica il dollaro americano, provenga proprio dal Peso de Ocho. Secondo uno studio di vari documenti in circolo sia in America Latina che negli Stati Uniti tra il XVIII e il XIX secolo, il simbolo $ potrebbe risalire a una trasformazione della parola «peso», abbreviata sui documenti in «ps» e semplificata rapidamente con una «s» e una linea retta verticale posta sopra.

Conosciuto come il «dollaro spagnolo», il peso si iniziò a usare in America del Nord già all’epoca e nel 1785 venne adottato come cometa ufficiale degli Stati Uniti.

Dal Peso de Ocho al Dollaro

Eredità del Peso de Ocho

Nonostante il suo declino come moneta dominante, il Peso de Ocho ha lasciato un’impronta indelebile sulla storia economica mondiale. Come la prima moneta mondiale, ha aperto la strada per il commercio globale e ha contribuito a plasmare l’economia moderna.

Oggi, viene ricordato non solo per il suo valore economico, ma anche per il suo significato storico e culturale. Le monete d’argento spagnole sono oggetti di collezionismo e fascino per gli appassionati di numismatica e gli amanti della storia.

Oggi, è possibile ammirare il simbolo del Peso de Ocho sulle grandi porte che sono all’entrata del palazzo della Casa Reale della Dogana, edificio che Carlo III fece costruire nel 1761 a pochi passi dalla Porta del Sol.

Porte della Casa Reale della Dogana a Madrid

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