Il Monumento a Miguel de Cervantes: omaggio all’autore del Don Chisciotte
Se vi trovate a passeggiare per Madrid e capitate nella splendida Plaza de España, impossibile non notare il maestoso Monumento a Miguel de Cervantes, che troneggia al centro della piazza come una sentinella letteraria. Questo imponente complesso scultoreo è molto più di un semplice monumento: è un vero e proprio tributo all’autore che ha cambiato per sempre la letteratura spagnola con le sue pagine intramontabili.
Un monumento all’invenzione e all’immortalità letteraria

Inaugurato nel 1929, il Monumento a Cervantes è un progetto frutto dell’ingegno degli scultori Lorenzo Coullaut Valera e Rafael Martínez Zapatero, con l’architetto Teodoro Anasagasti. La sua costruzione rientrava in una serie di iniziative per celebrare il tricentenario della morte dell’autore. La struttura, in granito e pietra calcarea, si erge al centro della fontana circondata da verde, offrendo una pausa visiva e spirituale dal trambusto cittadino.
Miguel de Cervantes: un genio nel cuore della piazza
Miguel de Cervantes
Cervantes siede fiero, vegliando su Madrid e sul mondo intero, circondato da due dei personaggi più amati e conosciuti della letteratura mondiale: Don Chisciotte e Sancho Panza. In effetti, se osservate attentamente, noterete il contrasto tra i due: Don Chisciotte, con la sua figura slanciata e lancia in pugno, è il sognatore instancabile, mentre Sancho Panza, con il suo aspetto più rotondo e terreno, incarna il realismo concreto. La scelta di posizionarli insieme, proprio sotto lo sguardo benevolo di Cervantes, rappresenta perfettamente il gioco tra idealismo e pragmatismo che caratterizza il celebre romanzo Don Chisciotte della Mancia.
Un tuffo nella storia dell’arte
Don Chisciotte e Sancho Panza
Il monumento è un esempio di come scultura e letteratura si possano fondere armoniosamente. Lo stile adottato, tipico del primo Novecento, presenta forti influenze neoclassiche, ma anche un’evidente ricerca di dinamismo e realismo nelle figure. I dettagli sono curatissimi: dalla posizione eroica di Don Chisciotte, che sfida il vento con la sua lancia, alla postura rilassata di Sancho Panza, che regge le redini del suo asino. Ogni elemento racconta una parte della storia. Osservare la statua non è solo un modo per rendere omaggio a Cervantes, ma anche per immergersi nell’arte pubblica del XX secolo spagnolo, che voleva celebrare gli eroi culturali con maestose rappresentazioni.
La Plaza de España: un palcoscenico ideale
Il contesto in cui sorge il monumento è altrettanto significativo. La Plaza de España, un crocevia vitale nel cuore di Madrid, non è solo uno spazio urbano affollato da turisti e locali, ma è anche un simbolo della Madrid moderna, in costante evoluzione. Il monumento funge da punto d’incontro, ed è un’icona che attira sia gli appassionati di letteratura che gli amanti dell’arte e dell’architettura.
Iconografia e simbolismo: i protagonisti
Dulcinea del Toboso
Aldonza Lorenzo
Il Monumento a Cervantes è un complesso che va ben oltre la semplice rappresentazione dell’autore e dei suoi personaggi più noti. La statua principale di Cervantes, infatti, è solo una parte di un insieme ricco di simboli che riflettono la grandezza letteraria e storica della Spagna.
Oltre a Don Chisciotte e Sancho Panza, ci sono altre figure che arricchiscono questo imponente complesso scultoreo. Alla sinistra dei due eroi c’è Dulcinea del Toboso, il grande amore platonico e idealizzato di Don Chisciotte. È rappresentata come una figura eterea, simbolo della purezza e del sogno, essendo un riflesso dell’amore cavalleresco e del desiderio impossibile che guida il cavaliere errante. La presenza di Dulcinea richiama l’ideale che spinge Don Chisciotte nelle sue avventure, un richiamo alla costante lotta tra realtà e illusione. Dall’altra parte, c’è la scultura di Aldonza Lorenzo, che rappresenta la base reale su cui si appoggia la creazione immaginaria della dama amata da Don Chisciotte.
Iconografia e simbolismo: oltre Cervantes
Sulla punta del monumento, troviamo cinque figure femminili che stanno leggendo. Ognuna indossa i vestiti tipici della propria area di nascita. Rappresentano i continenti allora conosciuti (Europa, Africa, Asia e Americhe), intenti a sfogliare le pagine del grande romano della letteratura spagnola. Sulle spalle sorreggono una sfera, simbolo dell’universalità dell’opera di Cervantes, la cui conoscenza avviene attraverso la lettura portata avanti dalle donne sottostanti.
Asia
Africa ed Europa
Le Americhe
Ai lati del corpo principale, ci sono due scene tratte da La zingarella e da Rinconete e Cortadillo, che sono altri due romanzi brevi scritti da Cervantes a Madrid.
Rinconete e Cortadillo
La zingarella
Alle spalle del corpo centrale, c’è la rappresentazione di Isabella di Portogallo, moglie di Carlo V, che simboleggia la monarchia e l’autorità imperiale spagnola.
Isabella di Portogallo (o La letteratura)
La sua statua celebra la grandezza politica della Spagna in parallelo con la sua fioritura culturale e artistica, richiamando i tempi in cui la Spagna era un impero globale. Isabella, seduta su un trono, ben vestita e con un libro in mano, vuole essere, allo stesso tempo, la rappresentazione della letteratura spagnola.

Ai suoi piedi, due figure maschili. Un indiano d’America fa riferimento all’opera Araucana, un poema epico in spagnolo che narra della guerra di Arauco durante la conquista del Cile, scritto da Alonso de Ercilla. Un uomo con elmo, spada e scudo, rappresenta Perseo, il grande eroe della mitologia greca. Rappresentano, rispettivamente, il misticismo e l’epica (l’indiano) e il valore militare e la lirica classica (Perseo).
Perseo
Un indiano di America
Non mancano poi secondi simboli che rappresentano concetti astratti come la pace, la prosperità, l’idealismo e l’idealismo. Queste allegorie riflettono i valori fondamentali legati alla visione idealista che emerge dalle opere di Cervantes, in cui sogni di pace e armonia sociale si intrecciano con una profonda riflessione sull’umanità.
Don Chisciotte e Sancho Panza: simboli universali
Non si può parlare del Monumento a Cervantes senza menzionare il suo messaggio universale. Don Chisciotte e Sancho Panza, con i loro contrasti e la loro complementarità, sono diventati figure archetipiche non solo della letteratura spagnola, ma della condizione umana in generale. La lotta contro i mulini a vento di Don Chisciotte è una metafora eterna del conflitto tra sogno e realtà, un tema che continua a risuonare nei cuori di lettori di tutto il mondo.
Un visita da non perdere
Quindi, la prossima volta che siete nella capitale spagnola, prendetevi un momento per ammirare questo straordinario monumento. Fermatevi a osservare i dettagli, riflettete sulla grandezza letteraria e artistica di Cervantes e lasciatevi trasportare dall’energia vibrante della Plaza de España di Madrid. E magari, mentre siete lì, chissà che non vi venga voglia di aprire le pagine del Don Chisciotte e farvi trasportare in un’avventura tra sogno e realtà. O, perché no, di farvi guidare da un Cicerone a Madrid alla scoperta della sua storia.
