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Don Álvaro de Bazán: il maestro della marina spagnola e la lotta contro i turchi

Nella storia militare del XVI secolo, poche figure brillano con lo stesso splendore di Don Álvaro de Bazán, il leggendario ammiraglio spagnolo noto per la sua straordinaria abilità strategica e il suo coraggio senza pari. La sua vita e le sue gesta sono intrecciate con due eventi di grande rilevanza storica: la formidabile Invincibile Armata e la lotta contro l’avanzata ottomana nel Mediterraneo, guidata dall’impero turco.

L’ascesa di Don Álvaro de Bazán

Nato nel 1526 a Granada, Don Álvaro de Bazán proveniva da una famiglia di nobili militari, il che gli conferì un’educazione e una formazione impeccabili nelle arti della guerra e della strategia navale. Fin dalla giovane età, dimostrò un talento eccezionale per la navigazione e per la tattica militare, caratteristiche che lo avrebbero reso una figura di spicco nell’epoca d’oro della navigazione spagnola.

Ritratto di Don Álvaro de Bazán

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La sua carriera militare decollò durante il regno di Filippo II di Spagna, un sovrano che stava consolidando l’impero spagnolo in un’epoca di grandi conflitti e di competizione globale. Filippo II riconobbe subito il potenziale di Bazán e lo nominò comandante della flotta spagnola nel Mediterraneo nel 1568, incaricandolo di proteggere gli interessi spagnoli nell’area contro le crescenti minacce ottomane.

La minaccia ottomana e la lotta per il dominio del Mediterraneo

Il XVI secolo vide l’ascesa dell’impero ottomano come una delle potenze dominanti nel Mediterraneo. Conquistando territori in Grecia, nei Balcani e in Nord Africa, i turchi ampliarono la loro influenza marittima, minacciando le rotte commerciali e le colonie spagnole nella regione. Per Filippo II, la presenza ottomana rappresentava una minaccia diretta al suo impero e alla sua autorità come sovrano cattolico.

Nel 1571, la tensione tra Spagna e Impero Ottomano raggiunse il culmine quando il sultano ottomano Selim II invase l’isola di Cipro, una preziosa colonia veneziana. In risposta a questa provocazione, il papa Pio V formò una coalizione delle nazioni cristiane Spagna, Venezia e lo Stato della Chiesa per affrontare la minaccia ottomana. Questa coalizione, conosciuta come Lega Santa, si preparò per quello che sarebbe diventato uno dei conflitti navali più epici della storia.

L’opera de El Greco L’adorazione del nome di Gesù o Allegoria della Lega Santa

Realizzata da El Greco nel 1579 durante il suo primo periodo a Toledo, l’Adorazione del nome di Gesù è il biglietto da visita con cui il pittore cretese si voleva presentare a Filippo II. Per questo motivo, al centro della parte inferiore dell’opera, El Greco include un gruppo di figure che rappresentano i personaggi principali della Lega Santa: al centro, con le mani congiunte in atto di preghiera, c’è il papa Pio V; davanti a lui, di spalle, il doge veneziano Alvise Mocenigo; accanto a lui, vestito di nero, Filippo II di Spagna. Completano la composizione Marco Antonio Colonna, comandante delle forze papali, e Giovanni d’Austria, vestito come un condottiero romano che appoggia le braccia sulla spada, nominato comandante supremo della Lega Santa.

La scena principale nella parte superiore raffigura Cristo, circondato da angeli e santi, mentre l’apostolo Giovanni Battista offre un’allusione al Santo Nome di Gesù. L’uso audace del colore e la prospettiva distorta, tipici dello stile di El Greco, conferiscono all’opera un’atmosfera mistica e trascendente. I toni vibranti di blu, rosso e oro creano un contrasto vivace, mentre le figure emergono dallo sfondo scuro con una presenza quasi soprannaturale.

L’opera de El Greco è ora visibile nella Galleria delle Collezioni Reali.

El Greco Adorazione del Nome di Gesù nelle Collezioni Reali Madrid

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L’Invincibile Armata e la battaglia di Lepanto

La risposta di Filippo II alla minaccia ottomana si materializzò nell’assemblaggio di una vasta flotta, nota alla storia come l’Invincibile Armata. La flotta riunita dalla Lega Santa era formata da quasi 350 imbarcazioni, di cui una trentina guidate da Álvaro de Bazán, e provenienti da Napoli.

Da subito, Don Álvaro si dimostrò un abile e saggio consigliere, arrivando a essere uno dei più fidati collaboratori di Giovanni d’Austria, a cui consigliò di attaccare il nemico senza esitazione, consapevole del fatto che tra gli alleati stavano già nascendo piccoli disaccordi.​ Fiducioso delle abilità militari di Don Álvaro, Giovanni d’Austria gli incaricò di occuparsi della retroguardia, per arrivare in aiuto di quelle zone dell’armata cristiana maggiormente esposte al pericolo nemico. Con Bazán al comando della flotta spagnola, l’Invincibile Armata salpò per affrontare la flotta ottomana al largo delle coste della Grecia.

La battaglia culminante avvenne il 7 ottobre 1571, al largo della baia di Lepanto. La battaglia di Lepanto rappresentò uno scontro epico tra le forze navali cristiane e quelle ottomane, con la Invincibile Armata al centro della mischia. Grazie alla genialità strategica di Bazán e alla determinazione dei suoi uomini, la flotta cristiana ottenne una decisiva vittoria su quella ottomana. La battaglia si rivelò un punto di svolta nella lotta per il controllo del Mediterraneo e una delle più grandi vittorie della cristianità contro l’espansione ottomana.

La statua di Don Álvaro a Madrid

Inaugurato alla fine del 1891, il monumento al grande ammiraglio spagnolo si trova al centro della Plaza de la Villa, a pochi passi dalla Plaza Mayor di Madrid. Realizzata da Mariano Benlliure – considerato l’ultimo grande scultore del realismo dell’Ottocento – l’opera venne fusa a Roma. Rappresenta Álvaro de Bazán a figura intera e in piedi, che con la mano sinistra afferra l’impugnatura della spada, e con l’altra sostiene il bastone del comando. Ai suoi piedi, ci sono un elmo cinto con alloro – simbolo di gloria – e una bandiera turca spezzata – simbolo di vittoria e di sottomissione delle truppe ottomane.

Basamento della statua a Don Álvaro de Bazán a Plaza de la Villa

Il legato di Don Álvaro de Bazán

Dopo la vittoria di Lepanto, la figura di Don Álvaro de Bazán crebbe ancora di più in statura e prestigio. La sua abilità tattica e il suo coraggio in battaglia gli valsero l’ammirazione di Filippo II e di tutta la Spagna. Bazán continuò a servire come comandante della flotta spagnola fino alla sua morte nel 1588, lasciando un’eredità duratura come uno dei più grandi ammiragli della storia spagnola.

La vita e le gesta di Don Álvaro de Bazán rimangono un testamento alla determinazione, al coraggio e alla dedizione al dovere. Attraverso la sua leadership e il suo eroismo, Bazán si distinse come uno dei più grandi difensori della cristianità nel Mediterraneo contro le minacce ottomane, lasciando un’impronta indelebile sulla storia militare e navale del XVI secolo.

 

CREDITI DELLE IMMAGINI

1. Rafael Tegeo, Ritratto di Don Álvaro de Bazán, 1843, olio su tela, Museo Naval, Madrid (https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25875810).

2.El Greco, Adorazione del nome di Gesù (o Allegoria della Lega Santa), 1577, olio su tela, Galleria delle Collezioni Reali, Madrid.

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