Carlo III di Borbone, il miglior sindaco di Madrid
Nel panorama delle figure regali che hanno influenzato il corso della storia europea, Carlo III di Spagna e VII di Napoli emerge come un monarca dall’impegno culturale senza precedenti. La sua eredità culturale risuona ancora oggi nell’architettura, nelle arti e nelle istituzioni che ha promosso e sostenuto, sia a Napoli, nel Regno delle Due Sicilie, che a Madrid, dove ha portato il suo genio riformatore.

L’EREDITÀ NAPOLETANA DI CARLO III
Salito al trono del Regno di Napoli nel 1734, Carlo III di Borbone ha portato con sé una fervente passione per l’arte e la cultura. Il suo regno fu caratterizzato da un’epoca di rinascita culturale e riforme istituzionali, e probabilmente uno dei suoi contributi più significativi è stato il sostegno al teatro e alle arti visive, che si concretizzò nella costruzione di nuovi teatri, come per esempio il Teatro San Carlo a Napoli, che, fondato nel 1737, è il più antico teatro d’opera del mondo ad essere tuttora in attivo, nonché uno dei teatri più prestigiosi d’Europa.
La sua corte a Napoli divenne un centro culturale rinomato internazionalmente, attirando artisti, scrittori e filosofi. Nel 1752 l’architetto Luigi Vanvitelli diede il via ai lavori di costruzione della Reggia di Caserta, un’imponente dimora reale che, dalla fine dei lavori di costruzione nel 1845, continua a incantare i visitatori con la sua grandiosità e il suo splendore architettonico. Neanche dieci anni prima il re aveva iniziato la stagione delle grandi ricerche archeologiche napoletane, che riportò alla luce le antiche città romane di Ercolano, Pompei e Stabia. L’interesse di Carlo III verso la riscoperta di queste civiltà era così grande che visitava gli scavi con frequenza, per poter essere messo al corrente in diretta e ammirare i reperti che poco a poco venivano portati alla luce.
CARLO III OLTRE L’ATTIVITÀ ARTISTICA
Carlo III non si limitò solo alla promozione delle arti visive. Il monarca illuminato mise in piedi un elaborato sistema di fabbriche con cui dar lavoro ai suoi cittadini e, al tempo stesso, vendere beni di lusso che avrebbero generato introiti utili a rimpinguare le casse del regno. La Real Fabbrica di porcellane di Capodimonte è solo uno dei tanti esempi che si potrebbero enumerare. Instituì inoltre accademie e centri culturali, come l’Accademia di Belle Arti di Napoli e la Biblioteca Nazionale di Napoli, che rappresentavano un faro di conoscenza e innovazione.
Dopo venticinque anni di regno a Napoli, Carlo III lasciò la città come una delle più ricche e prospere d’Europa. Un lascito che i napoletani ricordano tutt’oggi impresso su una delle marche di caffè più famose della zona, il Caffè Borbone.

IL TRASFERIMENTO A MADRID: CONTINUITÀ CULTURALE E RIFORME
Nel 1759, Carlo III abdicò al trono di Napoli in favore del suo secondogenito Ferdinando, che a soli otto anni divenne re di Napoli con il nome di Ferdinando IV. In Spagna, il nuovo re portò con sé il fervente impegno per la cultura e le riforme di cui aveva già dato mostra in Italia, e nella capitale spagnola promosse un’epoca di rinnovamento culturale simile a quella che aveva caratterizzato il suo regno a Napoli.
A Madrid, Carlo III di Spagna continuò a sostenere le arti e le scienze, istituendo nuove accademie e istituzioni culturali. A lui si deve la modernizzazione del sistema di illuminazione urbano, di quello di raccolta dei rifiuti e di quello fognaro. Inoltre favorì lo sviluppo funzionale della città con un piano regolatore razionale e la costruzione di strutture pubbliche che a tutt’oggi sono ancora in uso quali il giardino botanico, l’osservatorio astronomico, l’ospedale San Carlo (attuale sede del Museo Reina Sofía) e l’edificio che avrebbe dovuto ospitare un museo e accademia di storia naturale, e che adesso ospita il Museo del Prado.
Infine, il re illuminato promosse una serie di riforme urbane e architettoniche che trasformarono Madrid in un centro di cultura e bellezza, e che si concretizzarono con la costruzione di nuove piazze, strade e monumenti, che ancora oggi caratterizzano il paesaggio urbano della capitale spagnola. Basta ricordare l’apertura del Paseo del Prado con la maestosa Piazza di Cibeles, e l’innalzamento della Porta di Alcalá, prima porta moderna al mondo la cui struttura si basa su quella degli archi di trionfo romani.

Tale attività lo rese particolarmente popolare presso i madrileni tanto da meritare il soprannome di el Mejor Alcalde de Madrid (il Miglior Sindaco di Madrid).
EREDITÀ DURATURA
La sua eredità culturale si estende ben oltre il suo regno, influenzando ancora oggi l’arte, l’architettura e la cultura di entrambe le città. Le istituzioni culturali da lui fondate continuano a prosperare, mentre i suoi progetti architettonici sono ancora ammirati per la loro bellezza e grandiosità.
In definitiva, Carlo III di Spagna e VII di Napoli può essere considerato uno dei sovrani più influenti dal punto di vista culturale della sua epoca, il cui impegno per le arti e le scienze ha lasciato un’impronta indelebile sulla storia e sulla cultura di Napoli e Madrid: due città i cui caratteri attuali si sono forgiati anche grazie all’incessante attività di questo re illuminato.

